Gemini contro Photoshop: tanta pubblicità, poca sostanza
Negli ultimi mesi Google ha martellato il pubblico con slogan altisonanti:
“Photoshop è davvero morto” – “Google sfida Photoshop con la sua AI” – “Nano-banana: il generatore di immagini di Google pronto a sostituire Photoshop”.
Con tutto questo clamore, ho deciso di testare Gemini su un punto preciso: la sua vera capacità di lavorare con le immagini.
Il verdetto? _Delusione, non totalmente…!
Dopo un breve scambio di domande e risposte, Gemini stesso ha ammesso che oggi non è in grado di modificare immagini. Per rendere più chiaro il limite, gli ho chiesto a “ella stessa” di generare un’immagine simbolica con un testo esplicativo.

Questa la sua risposta:
“Quest’immagine mostra un display olografico con l’icona di una fotocamera barrata, a simboleggiare l’impossibilità di elaborare immagini direttamente. Sotto, si intravede la scritta ‘GEMINI IMAGE V2.5 FLASH’, ma una striscia gialla con la scritta ‘PROTOTYPE. NOT YET RELEASED TO PUBLIC’ copre parzialmente il testo, indicando che si tratta di una tecnologia avanzata ancora in fase di sviluppo e non accessibile agli utenti.”
Insomma, per ora la tanto decantata alternativa a Photoshop non è ancora arrivata. La promessa resta, la realtà è che l’AI di Google sulle immagini è ancora in fase di prototipo.
Dall’altro lato, testando in Google AI Studio la versione sperimentale di Gemini 2.0 Flash, ho provato una funzione di colorazione automatica su un’immagine: il risultato è stato sorprendentemente buono.
Certo, siamo ancora lontani dall’editing professionale di Photoshop, ma i segnali sono chiari: la direzione è quella.
Per ora, più marketing che sostanza. Ma i primi passi potenziale ci sono.