Rubrica: Appunti di Sol
“Tutto ciò che non riesco a trovare continua a interrogarmi”
C’è una forza particolare nell’assenza, ciò che manca non si dissolve, ma resta come una presenza silenziosa che ci accompagna. Ogni dettaglio sfuggente, ogni significato non afferrato, diventa un varco che apre nuove domande. In questo senso, l’assenza non è un vuoto ma un correre verso qualcosa che è lì ma non si vede. Ci costringe a guardare di nuovo, a sostare nello spazio dell’incertezza, a riconoscere che lo sguardo non si limita ad accogliere un evento incomprensibile, ma trova nella sua funzione peculiare l’indagine. La ricerca non si esaurisce, ciò che non si lascia trovare visivamente continua a farsi strada in un labirinto interiore. È in questa tensione che lo sguardo si rivela attendibile; lì nasce la possibilità di un pensiero, magari nuovo, o semplicemente capace di trasformare l’immagine in esperienza, e l’esperienza in una possibile scoperta.